Antonello Venditti: canzoni e curiosità sull’artista

Poche cose e persone a Roma sono più iconiche di Antonello Venditti, ovvero l’esponente di quella Scuola Romana che in oltre 40 anni di carriera ha fatto innamorare generazioni e generazioni della Città Eterna (e non solo).

Nato in Via Zara 13, al quartiere Trieste, Venditti ha cantato e raccontato molteplici aspetti della vita a Roma, da quelli più goliardici a delle vere e proprie dichiarazioni d’amore per la città che l’ha cresciuto.

Gli inizi

Le prime canzoni, Antonello Venditti la scrive a 14 anni, mentre frequenta i banchi del famosissimo liceo Giulio Cesare.

È in questo periodo che nascerà l’iconico capolavoro Roma Capoccia e saranno quelle aule che, anni dopo, saranno cantate e ricordate nella canzone Giulio Cesare, così come il bar Tortuga, quello davanti il liceo, darà nome a un suo album del 2015.

Dopo la maturità (e gli amici con la chitarra e un pianoforte sulla spalla), Antonello si iscrive alla Sapienza dove studierà Giurisprudenza.

La giurisprudenza non sarà mai il
suo mestiere, tanto che nel 1969 firma il suo primo contratto discografico con
la It, dove conoscerà anche Francesco De Gregori con cui, nel 1972 si unirà in
un duo per un unico album.

Il successo discografico

Il successo, quello vero, arriva nel 1975 quando il suo album Lilly entra direttamente primo in classifica; al suo interno si trovano le tradizionali ballate al pianoforte ormai marchio di fabbrica vendittiano, ma anche svariate canzoni in romanesco che ammiccano alla tradizione degli stornelli romani.

Venditti sperimenta tanto, fa cambi di direzione improvvisi e pubblica davvero tantissimi album fino a quando, nel 1982, non decide di fondare la sua casa disografica, la Heinz Music.

L’anno seguente arriva la consacrazione: è il 1983 quando
Venditti registra un suo live al Circo Massimo. Il disco contiene due canzoni
importantissime per chi vive e ama la città: Grazie Roma e Circo Massimo.

In questi anni il rapporto che Venditti stringe con la città diventa ancora più indissolubile: oltre alle canzoni associa il suo nome alla squadra AS Roma, scrivendone l’inno, così come firma la colonna sonora di Troppo Forte di Carlo Verdone, altro importante artista romano.

Gli anni passano e Antonello Venditti rimane una vera e propria istituzione, tanto che nel ’99 per celebrare il suo 50° compleanno viene invitato da un’altra Istituzione, l’Università Sapienza, per una lectio speciale e ritirare la sua pergamena di laurea.

A 2000 verso l’Olimpico

Sono tante le cose che Antonello Venditti ha scritto e cantato dal 1969 al 2019, ma probabilmente l’emozioni più grandi per lui e il suo è stata quella di riempire lo Stadio Olimpico tantissime volte in carriera.

Grazie Roma, Roma Roma, Roma Capoccia e tanti altri inni hanno un valore inestimabile per tutti i fan, ma forse, assumono una dimensione ancora più particolare e intima se cantante a squarciagola in luoghi che sono un vero e proprio simbolo della Capitale.

E allora grazie Roma, ma grazie, soprattutto, Antonello
Venditti!

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