Appia Antica: storia di una delle vie più celebri di Roma

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L’Appia Antica è sicuramente una delle attrazioni più gettonate dai turisti e una delle mete più apprezzate dagli autoctoni per la sua incommensurabile bellezza tra storia e antichità.

La famosa strada di ciottoli e sampietrini, infatti, racconta Roma e tutta la sua bellezza con centinaia di monumenti antichi, rovine e percorsi tutti da scoprire.

Appia Antica e la sua storia

Nata come collegamento tra Roma e il porto di Brindisi, l’Appia Antica era la strada che collegava la capitale dell’impero allo snodo di comunicazione più importante per tutta la Grecia e l’Oriente.

Chiamata regina viarum dagli antichi romani, i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 312 avanti Cristo per volere di Appio Claudio Cieco (a cui, ovviamente si deve l’attuale nome della strada). L’Appia Antica è una delle opere di ingegneria civile più incredibili mai realizzate proprio per il  grande impatto culturale e sociale che ebbe per i romani.

Sono tanti i fatti storici legati a questa via (vedi la storia di Spartaco e dei suoi 6000 schiavi ribelli) e tanti gli utilizzi collaterali che ne sono stati fatti: l’Appia è stata usata come luogo di sepolture, è stata per molto tempo la via preferita dai crociati e, in tempi più recenti, è diventata la location di residenza per buona parte dell’alta borghesia capitolina.

Tecniche di realizzazione dell’Appia Antica

Quando scriviamo che l’Appia Antica è un vero modello di precisione tecnica e ingegneristica, non scherziamo: la strada, infatti, risultava (e risulta tutt’ora) percorribile in qualsiasi condizione climatica e meteorologica.

La pavimentazione in pietrisco, ovvero quella originaria, rendeva percorribile la via sia a piedi che per i mezzi su ruote, favorendo il drenaggio dell’acqua.

Nel 258 avanti Cristo, invece, si diede alla strada una pavimentazione più evoluta, usando pietre di origine vulcanica: questa tecnica divenne lo standard per la realizzazione della rete stradale romana ed è proprio qui che compaiono per la prima volta le pietre miliari.

Cosa vedere sull’Appia?

L’Appia Antica è uno splendido posto per fare una meravigliosa full immersion nella storia dato che molte delle sue parti sono rimaste uguali a come erano tantissimi anni fa.

Che siate a piedi, in bici o in macchina, le attrazioni che potrete vedere sono tante.

Tra queste, va menzionata Villa Quintilli, una lussuosa residenza organizzata a padiglioni e articolata su più nuclei che assecondavano la morfologia del terreno.

Altro, interessantissimo, riferimento per gli amanti della storia sono le svariate catacombe che si possono trovare sull’Appia.

Le catacombe visitabili con guida turistica sono:

  • San Callisto
  • San Sebastiano
  • Domitilla

Altre attrazioni

In questa sezione vedremo quali sono tutte le attrazioni visibili sull’Appia antica e dove trovarle.

Per raggiungerla, sappi che hai le seguenti opzioni:

  • Metro A (dalle stazioni Colli Albani, Cinecittà, Arco di Travertino, Lucio Sestio, Giulio Agricola e Subaugusta)
  • FL7 e FL8 (dalla stazione di Torricola)

Da Porta Capena a Porta San Sebastiano (I miglio)

  • Terme di Caracalla
  • Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo
  • Chiesa di San Cesareo de Appia
  • Casina del cardinale Bessarione
  • Oratorio dei Sette Dormienti
  • Sepolcro degli Scipioni
  • Colombari di Vigna Codini
  • Arco di Druso
  • Porta San Sebastiano

Da Porta San Sebastiano a Bovillae (II-IX miglio)

  • Area archeologica del viadotto di via Cilicia
  • Sepolcro di Geta
  • Sepolcro di Priscilla
  • Chiesa del “Domine quo vadis”
  • Colombario dei Liberti di Augusto
  • Ipogeo di Vibia
  • Catacombe di San Callisto
  • Catacombe di Vigna Randanini
  • Catacombe e basilica di San Sebastiano
  • Villa di Massenzio, Circo di Massenzio, Mausoleo di Romolo e Sepolcro dei Servilii
  • Mausoleo di Cecilia Metella e Castrum Caetani
  • Chiesa di San Nicola a Capo di Bove
  • Torre di Capo di bove
  • Sepolcro di Hilarus Fuscus
  • Cenotafio di Annia Regilla
  • Tumuli degli Orazi e dei Curiazi
  • Villa dei Quintili
  • Casal Rotondo
  • Mausoleo di Sant’Urbano martire
  • Sepolcro a torre
  • Sepolcro in opera mista
  • Sepolcro a tempietto
  • Colombario
  • Torre Selce
  • Epigrafe di C. Atilius Euhodus
  • Acquedotto dei Quintili
  • Sepolcro del vaso di alabastro (VII miglio)
  • Sepolcro a esedra
  • Tomba a edicola
  • Mausoleo
  • Sepolcro a tumulo
  • Tempio di Ercole Vincitore (VIII miglio)
  • Tomba a edicola
  • Berretta del prete
  • Resti di copertura di sepolcro
  • Mausoleo di Gallieno (IX miglio)

Nel tratto da Bovillae ad Aricia (Ariccia)

  • Sepolcro a tumulo “Monte di Terra”
  • Mausoleo circolare “La Môle”
  • Sepolcro con torretta a Frattocchie (XI miglio)

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