Il roseto comunale di Roma è uno dei giardini più romantici della capitale. Collocato in una posizione idilliaca, regala una vista meravigliosa sul Circo Massimo e sul Palatino. Apre i battenti nei mesi di fioritura delle piante (maggio e giugno), offrendo ai visitatori un tripudio di profumi e colori. Se siete a Roma in primavera non perdete questa meta al di fuori degli itinerari turistici tradizionali. Una destinazione insolita, capace di farvi trascorrere qualche ora in pieno relax, lontani dal traffico e dalle folle oceaniche presenti nel resto della città.

Cosa vedere

Il panorama dal Roseto di Roma. Non solo rose. Al Roseto comunale vi aspetta un panorama incantevole. Grazie alla posizione privilegiata sulle pendici dell’Aventino, sopra al Circo Massimo, consente di godere di una magnifica vista che abbraccia il Palatino, il campanile della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, la cupola della Sinagoga, il Vittoriano e l’osservatorio di Monte Mario.

La ricchissima collezione. Il Roseto di Roma custodisce una collezione conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza. Circa 1.200 esemplari di rose botaniche, antiche e moderne, provenienti da ogni angolo del pianeta: dalla Vecchia Europa alla Nuova Zelanda, passando per l’Estremo Oriente e il Sud Africa. Un tripudio di petali colorati e odori che comprende anche pregiatissime specie primordiali (le cosiddette “rose botaniche”), risalenti a 40 milioni di anni fa. Nella parte riservata alle “antiche” sono visibili le rose Damascene, che crescevano a Pompei e Paestum e che ancora oggi formano la base di numerose essenze profumate, e le rose Galliche, fiori rossi molto rari nell’antichità e considerati sacri dai Persiani.

Rosa aperta di colore rosa acceso con pistilli gialli

Rosa Antica Gallicasplendens

La classificazione delle rose. Le rose vengono classificate in tre gruppi, dai confini non sempre netti: le rose botaniche, fiori spontanei che crescono solo nell’Emisfero settentrionale, sia nelle zone fredde che in quelle torride; le rose antiche, frutto delle prime sperimentazioni nel settore dell’ibridazione a partire dai primi decenni dell'Ottocento; le rose moderne, risultato dell’incrocio  con le rose che gli inglesi riportarono dalla Cina e dall’Estremo oriente con le navi cariche di tè (di qui il nome Tea) dalla fine dell’800.

Le rose che cambiano colore. Le rose più interessanti della collezione del Roseto comunale di Roma sono sicuramente quelle che cambiano colore. C’è il fiore che fu dedicato alla fine della guerra delle Due Rose (così denominata per il nome degli stemmi delle due famiglie che erano in guerra per il trono inglese tra il 1455 ed il 1485) e che è rosso come la rosa dello stemma dei Lancaster quando è in boccio e diventa bianco come la rosa dello stemma degli York quando si apre. E c’è la Rosa Mutabilis, che cambia colore sette volte in cinque giorni: ha un bocciolo rosso e, una volta aperta, diventa prima arancione, poi gialla, crema, rosa chiaro, rosa intenso e infine cremisi.

Le rose più particolari. Ci sono poi rose sorprendenti: la Omeiensis Pteracantha Lutea, una rosa botanica cinese che presenta spine a forma di ala, che sono rosse e trasparenti nei nuovi rami; la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde; la Rosa Foetida, bellissima ma puzzolente. Infine vale la pena ricordare la Rosa Peace, meglio nota in Italia come Gioia, un innesto ottenuto in Francia allo scoppio della Seconda Guerra mondiale e usato per decorare i tavoli delle trattative di pace della Conferenza di San Francisco, diventando così simbolo di pace.

Consigli utili

Visitatori visti dall'alto attraverso un particolare di rose rampicanti dispostea forma di cuore

Un pizzico di fortuna. Il periodo di fioritura delle rose, si sa, è variabile. Se sarete fortunati potrete ammirarne alcune al massimo del loro splendore; altrimenti, potreste trovare alcune varietà già sfiorite. È nella natura delle cose. Comunque vada, nel roseto comunale di Roma potrete godervi una piacevole passeggiata fra piante colorate e profumate con un meraviglioso panorama a fare da sfondo.

Il vicino Giardino degli Aranci. Se siete in vena di romanticismo, vi consigliamo di fare un salto al vicino Giardino degli Aranci per godere di una delle viste più belle sulla città. Il panorama dalla terrazza va dalla Cupola di San Pietro all’ansa del Tevere.

Curiosità

Arco in ferro battuto con piante di rose rampicanti

La storia del roseto. Il terreno che ospita il roseto è stato destinato alla coltivazione dei fiori fin dall’antichità. Basti pensare che Tacito negli Annales (114-120 d.C.) fa riferimento a un tempio dedicato alla dea Flora, che veniva festeggiata in primavera al Circo Massimo nel corso dei Floralia. Fino al XVI secolo l’area ha ospitato orti e vigne, per diventare nel 1645 l’Orto degli Ebrei e includere anche il cimitero della comunità. Nel 1934 il cimitero ebraico fu trasferito al Verano e l’appezzamento fu destinato a parco. Il roseto prese forma nel 1950, quando fu trasferito qui quello creato nel 1932 sul Colle Oppio dalla contessa Mary Gailey Senni.

La stele ebraica. Per ringraziare la comunità ebraica, che aveva consentito la creazione del roseto in un luogo sacro, all’ingresso del giardino fu posta una stele, che ricorda la destinazione precedente, e ai vialetti che dividono le aiuole nell’area della collezione fu conferita la forma della menorah, il candelabro a sette bracci simbolo dell’ebraismo.

La competizione internazionale. Ogni anno a maggio nel Roseto comunale di Roma si tiene il Concorso Internazionale Premio Roma, dedicato alle nuove varietà di rose. Ibridatori provenienti da Paesi differenti propongono le loro creazioni a una giuria internazionale, che analizza il percorso di sviluppo di ogni singolo esemplare tre anni prima dell’edizione in cui sarà posta a concorso se di categoria sarmentosa (rose rampicanti) e due anni prima se di categoria coltivata a cespuglio. Il premio fu ideato nel 1933 un anno dopo la creazione del primo roseto di Roma, situato al Colle Oppio, dalla sua creatrice, la contessa Mary Gailey Senni. Si tratta del secondo premio dedicato alle rose istituito nel mondo, preceduto solo da quello di Bagatelle, vicino a Parigi. E rappresenta un evento di grande rilevanza nel settore botanico.

Cosa portare

Dovrete passeggiare tra viali e prati, vi consigliamo perciò di indossare scarpe comode e un copricapo. E non dimenticate un cellulare o una macchina fotografica.

Orari e apertura

Informazioni aggiornate sugli orari e i giorni di apertura del Roseto comunale sono disponibili sul sito turistico ufficiale di Roma o chiamando il numero 065746810.

Costi

Sia l’ingresso che le visite guidate che si tengono al roseto sono gratuiti.

Come arrivare al Roseto comunale di Roma

Ingressi: via di Valle Murcia, 6 e ingresso disabili presso Clivo dei Publicii, 3.

Metro: Metro B, stazione Circo Massimo.

Bus: C3, 80, 81, 160, 628, 715.

Stazione FS: Roma Ostiense (collegamento metro B, stazione Piramide).

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