La riscoperta del turismo ferroviario

La riscoperta dei tesori italiani, che sta di recente sospingendo la crescita del turismo interno, passa anche attraverso la riscoperta delle sue storiche linee ferroviarie. Il Treno Rosso del Bernina è la più famosa: patrimonio dell’Unesco, collega Sondrio a St. Moritz, in Svizzera. La tratta costituisce la trasversale alpina più alta d’Europa, arrampicandosi fino ai 2253 metri dell’Ospizio Bernina, attraversando ghiaccia perenni e laghi alpini, tra scorci mozzafiato e boschi innevati.

Sempre sulle Alpi il Trenino del Renon, in Alto Adige, partendo da Soprabolzano, attraversa il paesaggio magico delle Dolomiti, offrendo una prospettiva unica di questa splendida regione alpina. Anche al Sud e nelle Isole il turismo ferroviario può contare su linee favolose, come la Circumetnea, in Sicilia, che circumnaviga l’Etna, o il Trenino Verde in Sardegna, la tratta turistica più lunga d’Europa, che si addentra nel cuore selvaggio dell’Isola.

Transiberiana d’Italia: Il Viaggio Lento nel Cuore Selvaggio dell’Appennino

Una delle tratte più suggestive e forse meno note si trova tuttavia al Centro, nel cuore dell’Appennino abruzzese-molisano. Si tratta della “Transiberiana d’Italia”, cha da Sulmona, in Abruzzo, raggiunge Isernia, in Molise. Inaugurata nel 1897, è una delle più ardite opere d’ingegneria italiane, che sfida le leggi della fisica, arrampicandosi fino ai 1.268 metri di quota e guadagnandosi così il titolo di seconda ferrovia più alta d’Italia.

Questo splendido percorso, che attraversa il Parco Nazionale della Majella, può essere comodamente avvicinato dalla Stazione Termini di Roma, che di recente ha inserito nuove partenze per raggiungere Sulmona, punto di partenza della tratta. Per chi decidesse di arrivare alla stazione Termini via strada è consigliato prenotare in anticipo un parcheggio stazione Termini, vista la colossale affluenza di turisti che in ogni periodo dell’anno satura lo snodo capitolino.

Il paesaggio vale da solo il prezzo del biglietto, ma il segreto della magia di questa esperienza sta anche nel fascino delle celebri carrozze “Centoporte” degli anni Venti; sedersi su queste carrozze significa accomodarsi nella storia: i sedili in legno lucido, le maniglie d’ottone e i finestrini che si abbassano manualmente invitano ad affacciarsi per respirare l’aria pura della montagna. Non è solo un treno, è una macchina del tempo che attraversa ponti grandiosi e gallerie scavate nella roccia viva, collegando borghi che come gemme sorgono sulle verdi coste dell’Appennino Centrale.

L’itinerario

Il viaggio inizia da Sulmona, la città di Ovidio e dei celebri confetti multicolore. Mentre il treno sbuffa lasciandosi alle spalle la Valle Peligna, lo sguardo viene rapito dall’imponenza del Gran Sasso, visibile in lontananza. La prima tappa d’eccezione è Cansano, una terrazza naturale, che offre una vista panoramica senza eguali, prima di addentrarsi nel territorio di Campo di Giove, piccolo borgo medievale incastonato ai piedi della Majella.

Procedendo il percorso si fa sempre più erto e il paesaggio muta: ci lasciamo alle spalle le verdi faggete per raggiungere le praterie d’alta quota, che durante la stagione invernale offrono lo spettacolo di un paesaggio innevato selvaggio e affascinante.

Superato il valico, la linea tocca Rivisondoli-Pescocostanzo, uno dei borghi più belli d’Italia, un vero e proprio gioiello di architettura rinascimentale. Proseguendo verso sud, il binario attraversa lo spettacolare Altopiano delle Cinque Miglia per giungere a Palena. La stazione di Palena è situata in una posizione quasi surreale, isolata in mezzo al Quarto di Santa Chiara: un’immensa distesa erbosa circondata da creste montuose, dove non è raro avvistare il volo dell’aquila reale o le tracce del lupo appenninico. Il viaggio prosegue poi verso Castel di Sangro, porta d’ingresso al Molise, prima di giungere al termine alla stazione di Isernia.

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